Secondo quanto riportato da The Art Newspaper in un articolo di Tim Schneider pubblicato il 3 novembre 2026, gli esperti del mercato dell'arte contemporanea guardano con cauto ottimismo al prossimo ciclo di fiere e aste. Il rapporto ArtTactic Contemporary Art Market Confidence Report dell'edizione di settembre 2026 mostra infatti un miglioramento della fiducia nel settore, proprio mentre il mondo dell'arte si prepara a una stagione intensa che include le aste di New York e le fiere Frieze Abu Dhabi e Art Collaboration Kyoto.

Il rapporto si basa su un sondaggio semestrale condotto tra collezionisti, consulenti, professionisti delle case d'asta e altri partecipanti al mercato. Gli intervistati valutano la loro fiducia su una scala da 0 (nessuna fiducia) a 100 (massima fiducia), e il risultato complessivo viene utilizzato come indicatore dello stato d'animo del mercato.

Secondo i dati, l'indicatore di fiducia complessivo è passato da 43 (leggermente pessimista) a marzo 2026 a 56 (leggermente ottimista) a settembre 2026. È solo la terza volta in più di quattro anni che il punteggio raggiunge un territorio positivo.

Tuttavia, la storia recente invita alla cautela. Nel febbraio 2022, il punteggio aveva raggiunto 75, seguito da un brusco calo a 42 a luglio dello stesso anno. Un secondo picco si era registrato nel gennaio 2025 a 54, ma sei mesi dopo l'indicatore era crollato a 30.

Secondo Anders Petterson, fondatore e CEO di ArtTactic, la differenza questa volta è che la fiducia sembra essere ancorata a un reale recupero nelle vendite, piuttosto che a una semplice convinzione. Petterson ha spiegato che in passato gli operatori avevano riposto grandi aspettative su Donald Trump e sull'impatto che le sue politiche avrebbero avuto sul mercato dell'arte, ma tali speranze non si erano tradotte in risultati concreti.

Non tutti gli esperti sono però convinti che il mercato continuerà a crescere. Il 60% degli intervistati prevede che le vendite rimarranno stabili nei prossimi sei mesi. Petterson ha commentato che un outlook piatto "suggerisce stabilità piuttosto che deterioramento".

Il rapporto evidenzia inoltre differenze significative tra i diversi settori del mercato, con alcune aree che sembrano più stabili di altre, soprattutto nel comparto delle aste.

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