Si è conclusa l’edizione 2026 di Artissima, tra i più importanti appuntamenti italiani per il mercato dell’arte contemporanea. La fiera, diretta da Luigi Fassi, si è svolta all’Oval di Torino fino al 1 novembre, inserendosi in un mese di ottobre già densamente popolato di eventi con almeno tre fiere d’arte.
Secondo quanto riporta Flash Art, il bilancio complessivo della manifestazione è positivo, soprattutto dal punto di vista delle gallerie. La proposta è stata giudicata di qualità, con un’offerta variegata per tipologia di ricerche e fasce di prezzo. Non mancano, però, le osservazioni critiche. Alcuni collezionisti hanno definito la fiera troppo rassicurante, altri hanno lamentato una distanza eccessiva tra i prezzi delle opere e le possibilità reali del mercato.
Si rileva inoltre un atteggiamento attendista da parte degli acquirenti: non si è venduto granché o hanno venduto sempre gli stessi. Le opere in esposizione spaziano da lavori “furbamente facili” a lavori troppo oscuri, lasciando poco spazio a un equilibrio che possa incontrare il gusto di un pubblico più ampio.
Alcuni operatori hanno sottolineato l’assenza di collezionisti internazionali, mentre altri hanno riflettuto sulla ripetitività dei nomi invitati al programma pubblico e sulla scarsa attenzione verso gli artisti italiani.