La bellezza individuale, la sua evoluzione nel tempo, il corpo come strumento di racconti e di emozioni. Sono questi i temi protagonisti della mostra Luigi & Iango. Corpi speciali ospitata tra le stanze della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, curata da Francesca Alfano Miglietti. L’esposizione raccoglie oltre duecento fotografie, in parte inedite, scattate dal duo italo-svizzero Luigi Murenu e Iango Henzi. Le immagini indagano il corpo come luogo di identità, trasformazione e costruzione simbolica del presente.
“Luigi e Iango riempiono le immagini di narrazioni sottotraccia, di strati semantici sovrapposti, di enigmi interpretativi, sperimentando una sintesi tra la materialità minimalista e la densità iconografica della tradizione pittorica”, spiega la curatrice Francesca Alfano Miglietti nel testo che accompagna la mostra.
La mostra è stata realizzata anche grazie a Sponsor e Main Partner dell’iniziativa, che hanno contribuito alla sua realizzazione.
A raccontare le emozioni e le riflessioni dietro il progetto sono gli stessi fotografi. “Questa mostra è stata studiata e curata nei particolari. Si tratta di fotografie già presenti nei nostri archivi, cosa importante da sottolineare, che mirano a mostrare l’evoluzione del corpo, la sua bellezza e anche il suo dolore, come se fosse uno spartito musicale”, racconta Luigi, sottolineando come la selezione abbia richiesto un grande lavoro di ricerca per mantenere una coerenza narrativa.
Per Iango, il corpo diventa una partitura da leggere e interpretare. “Il corpo è un libro aperto; se presenti, cicatrici o rughe parlano di evoluzioni, passaggi. Come in una partitura musicale, cerchiamo la musicalità della vita”, spiega. Il fotografo evidenzia come il progetto indaghi la metamorfosi del corpo, partendo dall’infanzia fino alla maturità, attraverso la valorizzazione della bellezza individuale, senza ricorrere al trucco ma con una luce morbida e naturale.
Il messaggio che la mostra vuole trasmettere è chiaro: “non c’è una sola bellezza, ma bisogna valorizzare ed essere fieri della bellezza di ciascuno, togliendo tutti quei filtri che la società ci impone di mettere”.